Arriva una bolletta molto più alta del solito con la dicitura "conguaglio". Oppure stai pagando bollette basate su consumi stimati che ti sembrano gonfiati. Cosa puoi fare?
Bolletta stimata: cos'è e quando viene emessa
Quando il contatore non viene letto nel periodo di fatturazione (perché il tecnico non è riuscito ad accedere, o perché il contatore è a lettura remota non ancora aggiornata), il fornitore emette una bolletta di acconto basata su consumi stimati. La stima è calcolata in genere sui consumi storici del punto di fornitura.
Le bollette stimate non sono irregolari di per sé: sono espressamente previste dalla normativa ARERA. Il problema sorge quando la stima è significativamente distante dalla realtà, generando conguagli importanti.
Il tuo diritto all'autolettura
Hai il diritto di comunicare l'autolettura del contatore al fornitore. Molti fornitori hanno app o form online per comunicarla. L'autolettura tempestiva permette di ricevere bollette basate su consumi reali, evitando il problema delle stime errate.
Se il fornitore non recepisce le autoletture o non permette di comunicarle agevolmente, è un elemento che puoi sollevare in un eventuale reclamo.
Quando contestare un conguaglio
Puoi contestare un conguaglio quando:
- La differenza tra consumi stimati e reali è molto elevata e il conguaglio è notevole
- Le bollette stimate erano basate su dati palesemente errati (es. consumi di un'utenza con caratteristiche diverse)
- Il conguaglio copre un periodo molto lungo (più di 2 anni) — la normativa ARERA limita la retroattività dei conguagli
- Ci sono errori nei dati del contatore o nel calcolo
Il limite alla retroattività dei conguagli
L'ARERA ha stabilito regole importanti sulla retroattività: il fornitore non può richiedere il pagamento di consumi non fatturati se sono trascorsi più di 2 anni dalla data in cui avrebbero dovuto essere fatturati, se il ritardo è imputabile al fornitore stesso. Questo principio di prescrizione biennale è una tutela importante per i consumatori.
Come procedere con il reclamo
Se vuoi contestare una bolletta:
- Invia un reclamo scritto al fornitore (via raccomandata, PEC o form dedicato sul sito). Il fornitore ha 40 giorni per rispondere.
- Se la risposta non è soddisfacente, puoi ricorrere allo Sportello del Consumatore dell'ARERA o al servizio di conciliazione dell'ARERA.
- In caso di mancata risposta o risposta insoddisfacente, puoi presentare un esposto all'ARERA stessa.
Durante la procedura di reclamo, puoi sospendere il pagamento della parte contestata della bolletta — ma pagare la parte non contestata per evitare interruzioni della fornitura.
Conserva le letture del contatore
La prevenzione è la soluzione migliore: fotografa il contatore periodicamente, annota le letture, e comunicale al fornitore con regolarità. Questa documentazione è fondamentale in caso di contestazione.