Il periodo di prova è uno degli elementi del contratto di lavoro che viene letto in fretta e spesso accettato senza verifiche. Eppure può nascondere problemi: una durata eccessiva, condizioni poco chiare o l'assenza totale della clausola possono avere conseguenze significative.
Cos'è il periodo di prova
È un periodo iniziale durante il quale entrambe le parti possono recedere dal contratto senza preavviso e senza motivazione. Alla scadenza, se nessuno ha receduto, il contratto prosegue normalmente.
La durata massima: dove cercarla
La durata massima del periodo di prova dipende dal CCNL applicato e dall'inquadramento del lavoratore. Per trovarla:
- Identifica il CCNL indicato nel contratto
- Cerca il testo del CCNL (disponibile sui siti dei sindacati o del CNEL)
- Trova la sezione "periodo di prova" e verifica la durata per il tuo livello
In linea generale, per impiegati e operai il periodo di prova raramente supera i 3 mesi. Per quadri e dirigenti può arrivare a 6 mesi. Se il contratto indica una durata superiore, quella clausola è nulla e si applica automaticamente il massimo consentito dal CCNL.
Cosa succede se il periodo di prova non è scritto
Il periodo di prova deve essere pattuito per iscritto nel contratto. Se non è indicato, non esiste: il rapporto nasce direttamente come contratto senza la fase di prova. Questo è un vantaggio per il lavoratore.
Interruzione della prova
In caso di malattia, infortunio, maternità o altri eventi che sospendono il rapporto, il periodo di prova si sospende e riprende alla ripresa dell'attività. Il contratto dovrebbe indicare queste condizioni — se non le trova, verifica il CCNL.
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