Il TFR — trattamento di fine rapporto — è spesso descritto come "la liquidazione". Si tratta di una quota di retribuzione che matura ogni anno e viene erogata alla fine del rapporto di lavoro, qualunque sia la causa della cessazione. È un diritto inderogabile del lavoratore dipendente, ma capire come funziona aiuta a fare scelte consapevoli — soprattutto sulla destinazione.
Come si calcola il TFR
Il TFR matura ogni anno nella misura di una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5. Praticamente, per ogni anno lavorato accumuli circa il 7,4% della retribuzione lorda. La quota accantonata viene rivalutata ogni anno dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione ISTAT. Il risultato finale dipende dalla retribuzione (inclusi tutti gli emolumenti ricorrenti: tredicesima, quattordicesima, straordinari continuativi) e dalla durata del rapporto.
Dove va il TFR: azienda o fondo pensione
Dalla riforma del 2007, i lavoratori dipendenti devono scegliere dove destinare il TFR: mantenerlo in azienda (per le aziende con più di 50 dipendenti va all'INPS, per le più piccole rimane in azienda) oppure versarlo a un fondo di previdenza complementare. Se non fai una scelta entro 6 mesi dall'assunzione, il TFR viene destinato automaticamente al fondo contrattuale previsto dal CCNL di categoria. La scelta è irrevocabile: una volta che il TFR è in un fondo pensione, non puoi riportarlo in azienda.
Anticipazione del TFR
Puoi richiedere un'anticipazione del TFR (fino al 70%) dopo almeno 8 anni di servizio, per spese sanitarie documentate o acquisto della prima casa. L'anticipazione è un diritto del lavoratore (non può essere negata), ma è possibile una sola volta nel corso del rapporto. Se il TFR è in un fondo pensione, le regole di anticipazione sono quelle del fondo — possono essere diverse.
Cosa verificare nel contratto
Il contratto non può eliminare il diritto al TFR, ma può contenere clausole sulla retribuzione utile ai fini del TFR (cosa è incluso e cosa è escluso dal calcolo). Verifica se ci sono voci retributive escluse dal calcolo del TFR (bonus discrezionali, rimborsi spese) e se è indicato il CCNL applicato — che determina anche le modalità di calcolo in caso di CCNL diversi. L'indicazione del CCNL nel contratto è un obbligo di legge.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale.
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