Hai concordato un progetto, hai firmato il contratto, hai iniziato a lavorare. A un certo punto il cliente arriva con una nuova visione: "abbiamo ripensato un po' l'approccio". Quello che sembrava un piccolo aggiustamento si trasforma in un progetto completamente diverso da quello concordato.
Questo scenario ha un nome nel gergo del settore: scope creep, ovvero l'espansione progressiva e non concordata dell'ambito del lavoro.
Il brief modificato non è automaticamente illegittimo
Il cliente ha diritto di cambiare idea. Il problema non è il cambiamento in sé, ma chi paga il lavoro aggiuntivo che ne deriva e come si gestisce l'impatto sui tempi.
Senza un contratto che regoli questo aspetto, ti trovi in una posizione debole: il cliente sostiene che stai solo "rifinendo" il lavoro originale, tu sostieni che si tratta di qualcosa di nuovo. Il contratto serve a eliminare questa ambiguità.
Le clausole da inserire nel contratto
1. Definizione precisa dello scope
Il contratto deve descrivere in modo dettagliato cosa è incluso: numero di pagine, funzionalità, sezioni, iterazioni. Non "sito web" ma "sito web con 5 pagine statiche, form di contatto e integrazione Google Analytics".
2. Clausola di change request
Ogni modifica al brief originale deve essere gestita attraverso una procedura formale. Una formulazione tipica: "Qualsiasi modifica all'oggetto del contratto deve essere formalizzata per iscritto tramite un documento di Change Request, concordato e firmato da entrambe le parti, che indichi le modifiche richieste, i costi aggiuntivi e l'impatto sui tempi di consegna."
3. Tariffa per le modifiche fuori scope
Definisci nel contratto la tariffa oraria applicabile per lavoro aggiuntivo non previsto: "Le attività non incluse nel presente contratto saranno fatturate al tariffario orario di €[X]/ora, previo accordo scritto."
Come gestire la situazione in pratica
Quando il cliente chiede una modifica al brief:
- Non eseguire subito: prenditi il tempo per valutare l'impatto reale
- Metti tutto per iscritto: anche via email, una conferma scritta della richiesta
- Quantifica l'impatto: stima il tempo aggiuntivo e il costo
- Ottieni conferma prima di procedere: non dare per scontato che il cliente accetti il costo aggiuntivo
Il caso del brief che cambia tutto
Se le modifiche richieste sono talmente radicali da rendere il lavoro fatto inutilizzabile, hai diritto a richiedere il compenso per il lavoro già svolto, indipendentemente dal fatto che il cliente usi o meno i materiali. Verifica che il contratto preveda questa tutela con una clausola simile a: "In caso di stravolgimento dell'oggetto contrattuale che renda inutilizzabile il lavoro già realizzato, il prestatore ha diritto al compenso proporzionale alle attività effettivamente svolte."
Cosa fare se non c'è un contratto scritto
Se stai lavorando senza contratto o con un accordo informale, conserva tutte le comunicazioni scritte — email, messaggi, brief originali. In caso di contestazione, documentare l'evoluzione delle richieste è fondamentale per dimostrare che le modifiche erano richieste dal cliente e non errori tuoi.