Quasi tutti i contratti freelance contengono una clausola di riservatezza. A volte è un paragrafo standard di due righe, a volte è un blocco denso di pagine. In entrambi i casi, prima di firmare è utile capire cosa stai accettando, per quanto tempo e con quali conseguenze in caso di violazione.
Cosa copre una clausola di riservatezza freelance
La clausola dovrebbe definire con precisione quali informazioni sono considerate riservate: dati dei clienti del committente, strategie commerciali, codice sorgente, prezzi, informazioni tecniche. Una definizione troppo vaga — "qualsiasi informazione ricevuta nell'ambito del rapporto" — rischia di vincolarti anche per cose che potresti ritenere di dominio pubblico o già di tua conoscenza. Verifica se la clausola esclude esplicitamente le informazioni che eri già in possesso prima dell'incarico e quelle che diventano pubbliche per cause indipendenti da te.
Durata: quanto dura l'obbligo?
La durata è uno degli aspetti più critici. Un obbligo di riservatezza senza limite di tempo è tecnicamente possibile ma raro nei contratti freelance standard. Più comune è un periodo di 2-5 anni dalla fine dell'incarico. Se nel contratto non c'è una scadenza esplicita, chiedila: "Per quanto tempo sono vincolato alla riservatezza dopo la fine del progetto?" è una domanda legittima e ragionevole. Una clausola con durata illimitata merita attenzione particolare soprattutto se lavori in settori in cui la contaminazione di idee tra progetti è frequente.
Cosa puoi comunicare e a chi
La clausola dovrebbe prevedere delle eccezioni standard: puoi condividere le informazioni con i tuoi collaboratori se necessario per svolgere il lavoro, con il tuo avvocato per una consulenza, o se obbligato da un'autorità pubblica. Se queste eccezioni non sono scritte, chiedile. Verifica anche se la clausola ti impedisce di citare il cliente nel tuo portfolio: molti contratti vietano di menzionare il nome del committente, il tipo di progetto o i risultati ottenuti.
Penali e conseguenze
Alcune clausole prevedono penali specifiche per la violazione. Se sono presenti, verifica che siano proporzionate al valore del contratto e al danno effettivo che potrebbe subire il committente. Una penale fissa di 50.000€ in un contratto da 3.000€ è sproporzionata. In assenza di penale fissa, il committente può comunque agire per il risarcimento del danno, che però deve dimostrare concretamente.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale.
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