Gli accordi di riservatezza (NDA, Non-Disclosure Agreement) vengono spesso presentati come documenti standard da firmare velocemente. In realtà possono contenere clausole molto vincolanti. Ecco i cinque punti da verificare sempre.
1. Cosa è definito "informazione riservata"
La definizione deve essere precisa. Un NDA che copre "qualsiasi informazione a cui il firmatario abbia accesso" è eccessivamente ampio. Dovresti poter identificare chiaramente cosa puoi e non puoi rivelare.
Attenzione anche alle informazioni orali: alcuni NDA coprono anche le conversazioni verbali, il che le rende quasi impossibili da tracciare.
2. La durata dell'obbligo
Un NDA senza scadenza o con durata "permanente" è problematico. La prassi commerciale prevede generalmente da 2 a 5 anni. Oltre, inizia a essere insolito e vale la pena chiedere una motivazione.
3. Le eccezioni all'obbligo di riservatezza
Un NDA ben redatto dovrebbe esentarti dall'obbligo quando le informazioni:
- Sono già di dominio pubblico
- Erano già in tuo possesso prima della firma
- Le hai ricevute legittimamente da terzi
- Sei obbligato a divulgarle per legge (es. a un tribunale)
- Le condividi con il tuo avvocato per consulenza
Se queste eccezioni mancano, il contratto è molto più restrittivo del normale.
4. Le penali per violazione
Alcune clausole penali sono sproporzionate rispetto all'effettivo danno che una violazione potrebbe causare. Verifica se l'importo è ragionevole e se è legato a un danno effettivamente dimostrabile o è una penale fissa automatica.
5. È reciproco o unilaterale
Un NDA unilaterale obbliga solo te a mantenere la riservatezza. Quello reciproco obbliga entrambe le parti. In un rapporto tra pari — ad esempio tra due professionisti che esplorano una collaborazione — il reciproco è la forma più equa.