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Cosa succede se il prodotto che promuovi si rivela dannoso o ingannevole

La responsabilità del creator in caso di promozione di prodotti problematici. Cosa dice la legge e come proteggersi nel contratto.

Hai promosso un integratore, un servizio finanziario, un'app. Poi emergono problemi: il prodotto non funziona come dichiarato, ci sono segnalazioni di danni, l'Antitrust apre un'indagine. Quali sono le tue responsabilità come creator che ha fatto comunicazione per quel brand?

Il quadro normativo di riferimento

In Italia, la pubblicità ingannevole è regolata dal Codice del Consumo e dalla direttiva europea sulle pratiche commerciali scorrette. L'AGCOM e l'AGCMS (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) possono sanzionare non solo le aziende ma anche i soggetti che diffondono comunicazioni commerciali ingannevoli.

Il Codice di condotta IAP (Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria), che si applica agli influencer, richiede che la comunicazione pubblicitaria sia chiaramente identificabile come tale e che non contenga affermazioni false o non verificabili.

La distinzione fondamentale: buona fede vs negligenza

La tua esposizione dipende molto da cosa sapevi (o avresti dovuto sapere) al momento della promozione:

  • Buona fede documentata: hai ricevuto documentazione dal brand sulle caratteristiche del prodotto, hai verificato nei limiti delle tue possibilità, non avevi motivo di dubitare. La responsabilità principale ricade sul brand.
  • Negligenza: avresti potuto verificare ma non l'hai fatto, hai promosso claim non verificabili (es. "guarisce in 3 giorni") senza documentazione, hai ignorato segnalazioni di problemi già emerse.

Le clausole di indennizzo nel contratto

Un contratto di collaborazione ben strutturato dovrebbe contenere una clausola di indennizzo (indemnification clause) che chiarisca chi è responsabile in caso di danni a terzi causati dal prodotto. Una formulazione tipica: "Il brand si impegna a manlevare e tenere indenne il creator da qualsiasi richiesta, pretesa o azione legale avanzata da terzi in relazione alle caratteristiche, alla sicurezza o alla conformità del prodotto oggetto della collaborazione."

Verifica che questa clausola sia presente nel contratto che firmi. In sua assenza, potresti ritrovarti a dover rispondere insieme al brand di eventuali contestazioni.

Le dichiarazioni che fanno la differenza

Fai attenzione ai claim che usi nei contenuti. Affermazioni come "questo prodotto mi ha cambiato la vita", "ha risolto il mio problema di X", "ti garantisce Y risultati" possono essere interpretate come affermazioni pubblicitarie verificabili. Se non puoi documentarle, non usarle.

Prediligi formulazioni come "nella mia esperienza", "ho apprezzato", "lo uso da mesi" — che comunicano un'opinione personale soggettiva piuttosto che fatti verificabili.

Il disclosure obbligatorio

Indipendentemente dalla questione della responsabilità sul prodotto, ricorda che la non dichiarazione della natura pubblicitaria di un contenuto è già di per sé una violazione sanzionabile. Il tag #adv, #pubblicità o #collaborazionepagata non è opzionale: è obbligatorio quando c'è un compenso economico o in prodotti.

Cosa fare se emergono problemi dopo la pubblicazione

Se scopri che un prodotto che hai promosso ha problemi, considera di rimuovere o aggiornare il contenuto, di comunicarlo al brand per iscritto e di consultare un professionista. Agire tempestivamente e in buona fede documentata è sempre meglio che attendere.

Nota: Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza legale. Le informazioni riportate sono di carattere generale e potrebbero non applicarsi alla tua situazione specifica. Per valutazioni sul tuo contratto, rivolgiti a un avvocato qualificato.

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