Immagina di consegnare un sito web con un bug che causa un'interruzione dell'e-commerce del cliente per due giorni. Senza un limite di responsabilità nel contratto, il cliente potrebbe chiederti il risarcimento dell'intero mancato guadagno — cifre potenzialmente molto superiori al tuo compenso.
Cos'è il tetto massimo di responsabilità
È una clausola che limita l'importo massimo che puoi essere chiamato a risarcire in caso di errori, omissioni o danni causati nell'esecuzione dell'incarico. Senza di essa, la responsabilità è in linea di principio illimitata.
Come si formula
Le formule più comuni sono:
- Pari al compenso ricevuto: "La responsabilità del consulente è limitata al compenso totale ricevuto per il presente incarico." È la più usata e difendibile.
- Importo fisso: un massimale in euro indipendentemente dal compenso.
- Multiplo del compenso: es. il doppio del compenso ricevuto, per progetti ad alto rischio.
Cosa escludere esplicitamente
La clausola dovrebbe escludere espressamente i danni indiretti, i danni consequenziali e il mancato guadagno del cliente. Questi sono spesso le voci più elevate in caso di controversia e le più difficili da quantificare.
I limiti legali
La limitazione di responsabilità non è valida per dolo o colpa grave — un errore volontario o particolarmente negligente non è coperto dalla clausola. Questo è previsto dal Codice Civile (art. 1229) e non può essere derogato contrattualmente.
Come proporla al cliente
Molti clienti accettano questa clausola senza problemi perché è prassi standard. Se il cliente la contesta, puoi motivarla spiegando che il compenso di una consulenza non può coprire rischi illimitati, e che per esigenze di copertura maggiore esistono assicurazioni professionali apposite.
Assicurazione professionale
Per attività ad alto rischio (sviluppo software, consulenza finanziaria, progettazione), affiancare alla clausola contrattuale una polizza di responsabilità civile professionale è la soluzione più completa. La polizza copre i rischi che la clausola non può escludere.